Parole dal Festival di Sanremo 2026
L’Ufficio in cui lavoro mi ha insegnato che non c’è niente di nobile nel non seguire un evento popolare in quanto tale. Boicotti qualcosa per qualsivoglia principio con cui non sei in linea? Benissimo. Non guardi qualcosa perché sei troppo intelligente/colto per fare quello che fanno gli altri? Non benissimo. A volte è importante avere un terreno comune e capita che quel qualcosa venga dalla televisione.
… Ed è così che ho cominciato a seguire gli insegnamenti dei miei professiori universitari e ho ri-cominciato a seguire il Festival di Sanremo. Sui testi del Festival di Sanremo, scrivevo nel 2023. Oggi ho finito di dare una letta al Sorrisi e canzoni di riferimento (n.8 del 17 febbraio 2026) e riporto i miei appunti suli testi che ho preferito. Perché un background in musica e in filosofia sono esattamente tra i motivi per accendere la tv ogni tanto.
Nota, ho preso questi appunti prima di sapere come suoneranno questi brani, magari poi tornerò ad aggiornare l’articolo quando li avrò ascoltati, ma per il momento… spazio alle parole.
Una notte che non ho paura nemmeno di me, Magica favola, Arisa
Questo verso sa di quelle notti costellate di epifanie, dove piano piano le nostre paure vanno sempre più in prospettiva. Dove prima rimpiccioliscono, per poi sparire del tutto. Devo dire che con queste parole Arisa riesce nel tentativo di comunicare uno scoglio che è stato davvero superato. Non ne so abbastanza di psicologia per dire di più, ma ne so abbastanza di disagi da scrivere che se non hai paura di te stesso, o di qualcosa che ha te è molto legato… respiri davvero un’aria diversa. Lo step successivo della donna che si riveda in queste parole? L’essere “Pazza di me” almeno quanto Loredana Bertè nel 2024.
Aggiungo qui, perchè i miei appunti coprono solo una spicciolata di canzoni, che la notte e la Luna sono tra i temi ricorrenti degli inediti di questa edizione. Inevitabile che l’orizzonte si apra e guardi alla notte, con il progressivo allontanarsi dai temi che sapevano di canfora e lockdown 2020-2021.
Una ragazza, una chitarra, e una tempesta, Resta con me, Bambole di pezza
Questa è solo un’immagine evocativa che però mi ha colpita. Un incontro inedito tra una copertina di un romanzo di Darkover e l’assolo di Eddie Munson in Stranger things. Magari non con gli stessi brividi omaggio, ma una scintilla si intuisce. Diciamo che nel dipinto che mi si è creato in testa questa non è la ragazza di “un ragazzo una ragazza“, ma una ragazza troppo impegnata a reggere un plettro tra le labbra per pensare di baciare il leader dei the Kolors.
A me ha rovinato la rete / altrimenti avrei fatto il prete, Ai ai, Dargen d’Amico
Intanto sono grata a questo artista per aver portato l’Ai tra le pietanze del tavolo, in secondo luogo trovo che qui si torni a quel momento glorioso dell’internet che fu the internet is for porn, ovvero a quando la conoscenza di internet era davvero limitata, ma era già chiaro che con quei modem saremmo riusciti ad arrivare prima ai “nudini”. Ecco, non crederò mai che sia il mezzo ad aver creato il crimine, ma il contrario. Ed ecco perché trovo i due versi tanto più ironici e incisivi.
Ho cercato di strapparmi il cuore / perché senza non si muore, Stella stellina, Ermal Meta
Dopo la ragazza con gli occhi a fanale, credo di essermi convinta che questo cantautore abbia un certo gusto per il macabro, che apprezzo. In questo caso penso anche alla Ragazza col cuore di latta e ad altri che sembrano attingere a uno dei protagonisti del mago di Oz per ricordarci che avere un cuore è un po’ uno dei punti dell’essere vivi in questa forma. Se non ho un cuore che batte non posso morire. Se non soffro sono immortale e se sono immortale non soffro. Sempreverde. Certo, la letteratura vampirica di ogni tempo disegna più di una crepa su questo sistema binario, ma non è questa la sede per preoccuparcene.
Ma ci si dimentica sempre che Giuda / se la faceva con gente per bene, Male necessario, Fedez – Masini
Qui una moda proprio tanto diffusa della musica contemporanea a cui non mi abituerò mai, cioò il passare alle assonanze e al verso più libero allontanandosi dalle più musicali rime. Sia quel che sia, indubbio il momento di riflessione ironica che scatta nel momento in cui si realizza che i peggiori esseri umani spesso frequentano tutti i “gruppi giusti” e anche questo non li ha resi delle belle persone.
Sento che sorrido / e io non l’ho deciso, Sei tu, Levante
Torniamo all’affermazione femminile e alla spontaneità con un sorriso che parte da solo, senza deliberazione, in un momento in cui si sia davvero felici e la faccia si adatti da sola. Non credo di essere la sola a vedere un parallelo tra questo sorriso e quella paura che è sfuggita via ad Arisa. Se questa edizione prevede qualche espressione femminista? Mah, io un paio ce le vedo. Certo qui si può fare una doppiogiochismo e parlare di consenso che manca in un qualcosa che non è stato deciso, ma sono ferma nel credere che non sia questo il caso.
Quanto è bello essere te stessa sulle spiagge dei Caraibi, la Felicità e basta, Maria Antonietta e Colombe
Trovo che qui sia doppiamente efficace se pensiamo a quanto sia “facile” essere se stessi in viaggio, lontani dalle preoccupazioni e dal torpore del quotidiano. Quindi ci ho visto un apprezzare la bellezza estatica dello stare in panciolle su una sdraio (che su di me ha poco appeal in realtà), ma soprattutto la difficoltà di essere se stessi lontani da quel Paradiso lì. L’Inferno potenziale del qui e ora. Perché dopotutto, “ognuno ha il diritto di vivere come può“. Ed è tanto più soddisfacente quando quel “come può” sia con autenticità, proprio come cantava la Caselli.
infine qualcosa di più classico
Vorrei avere un pianoforte in tasca / solo per ricordarmi di noi, i Romantici, Tommaso Paradiso
Una questione di arte. Già, l’amore, la musica e la poesia sono ancora questione di arte. E non c’è di meglio di un’ex strimpellatrice per far notare che è ancora splendido credere che ci voglia un pianoforte per immortalare un momento e non una Polaroid. Grazie Tommaso Paradiso, non posso dire di essere nel tuo fan club, ma grazie a te – come a Dargen – per questo tocco di umanità.
Edit del 28 febbraio con la classifica personale post alcuni ascolti
- Italia starter pack, aggiunta ai preferiti di Qbuz
- La felicità e basta, aggiunta ai preferiti di Qbuz
- Resta con me, aggiunta ai preferiti di Qbuz
- Stella stellina, aggiunta ai preferiti di Qbuz
- Male necessario
- Magica favola
- Ai ai, aggiunta ai preferiti di Qbuz
- il Meglio di me
- Sei tu
- Prima o poi, aggiunta ai preferiti di Qbuz
- Tu mi piaci tanto, aggiunta ai preferiti di Qbuz
- i Romantici
- Opera
Le ultime righe per ribadire che sì, a un medley di Sanremo preferisco una cover band metal. E a un caffettino in compagnia posso preferire un tè in poltrona, ma anche io sarò compresa nello share di stasera. E anche io avrò qualcosa in comune con i miei colleghi domani mattina. Se cerchi un esercizio per ricordarti come sia essere umani, certo non esente da frustrazioni, trovo che il Festival sia un ottimo compito da assegnarsi.
