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Angel – l’amore è un demone, recensione

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Buonasera miei affezionatissimi,

lo sò che sono in ritardo con il “my weekness”, lo scriverò dopo questo post, è lì pronto, ma oggi pomeriggio ho letto un libro che urlava a gran voce – recensiscimi! – ed eccomi qui, ubbidiente, a mettere insieme questa minirecensione per voi.

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Angel

– l’amore è un demone di Dorotea De Spirito

Trama secondo me

: a Viterbo si nascondono ben più che un paio di comari pettegole, dietro le antiche mura della città c’è molto più di quanto colpisca alla vista e in realtà una volta varcate quelle mura ci si accorge che questi individui “speciali” non si sforzano molto per rimanere nell’ombra, anzi, sembrano ormai sicuri di poter rimanere tranquillamente allo scoperto. La protagonista, Vittoria ha sedici anni e vede tutto ciò dal punto di vista della sua famiglia, costituita da *uditeudite* angeli da cui per vari motivi si sente esclusa; sarà una minaccia inaspettata a far cambiare tutto questo, saranno poche semplici azioni a condurla verso minacce letali e…*uditeudite* alla sua anima gemella.

Citazione che mi ha colpito: “L’amore non è il dolce sentimento delle fiabe. Nella realtà le principesse non si innamorano in un secondo del loro principe, sempre che lo incontrino.”

Lo sò, avrei potuto scegliere di meglio, ma mi ha lasciato interdetta per la sua semplicità cristallina, è così semplice, eppure così vera, e poi ha quella punta di gelo conclusiva che la arricchisce al punto giusto, scusatemi grandi penne del passato, di tutte le frasi possibili, mi ha colpito proprio questa.

La mia reazione

: Ho letto questo libro oggi pomeriggio, e questa volta sò perchè sono finita a leggere questo volume; da qualche tempo tento di seguire qualche blogger italiana che faccia  al caso mio (invece di continuare a seguire solo gente anglofona su Tumblr, ammettetelo, stò facendo degli sforzi di socializzazione niente male) tra cui quello di Rowan,

Ombre angeliche

che diede di questo libro una recensione così entusiasta che mi sono detta -proviamolo- così grazie a uno scambio online sono entrata in possesso di questo libro in edizione cartacea e apochi giorni di distanza sono qui a parlarvene. Allora, veniamo subito a quella che è davvero la mia opinione.

Punti inizialmente a sfavore

L’autrice è italiana, l’autrice ha la mia età, l’ambientazione è una città che non conosco, ho recentemente letto Fallen che mi davvero lasciata con l’amaro in bocca per quanto riguarda storie “di angeli”, in generale non mi fanno impazzire gli angeli a meno che non si tratti di disegnare e infine ho ricevuto questo libro in edizione “Best Sellers” per cui la copertina non solo segnata da un’enorme patacca, ma soprattutto quel pallino stava lì a dirmi -vedi che sono stato venduto in un sacco di copie e che sono piaciuto?Vedi?- tutto questo non giocava a suo favore, per non parlare del sottotitolo che trovavo di una banalità inquietante e ehm la prima pagina del libro mi informa che l’autrice è nota in italia per aver scritto Destinazione Tokyo Hotel… E voi direte, -ma ti rendi conto di quante banalità tu stessa abbia sfornato in così poche righe?- Avete ragione miei affezionatissimi, ma sono una prevenuta-pessimista del pene, lasciatemi fare il mio stupido mestiere ok?

Dove invece mi hanno condotto le pagine

Dorotea de Spirito ha una prosa che io potrei definire come “fresca”, non solo infarcisce i suoi periodi di riferimenti semplici da cogliere, ma soprattutto lascia scorrere il tutto, come se volesse rinfrescarmi in questi giorni caldi, come se volesse scorrermi sulla pelle e lasciarmi rinfrescata al suo passaggio (ogni riferimento a qualsivoglia pubblicità di qualsivoglia prodotto è assolutamente non voluto e non era nelle mie intenzioni, chiedo venia). Fin dalle prime pagine non mi importava più quanti anni avesse, di dove fosse, o cosa diamine ci fosse in copertina; in poche pagine sono anche arrivati i ghirigori di inizio capitolo a tirarmi su il morale quindi fanc**o, questo libro GGGGGiovane mi è piaciuto molto! Non me ne vogliate, il voto non sarà stratosferico perchè non credo di aver scoperto un novello Dante, credo anzi di essermi sbilanciata moltissimo, ma ho apprezzato molte cose di questo testo, una su tutte il colpo gobbo nel citare Wish you where here al momento giusto, che credetemi, nel mio caso non guasta. L’autrice inconsapevolmente è anche venuta a “pestarmi i piedi” citando proprio argomenti che stò approfondendo molto in sede di tesi di laurea e nonostante siano espositi un po’ come la nota caffettiera che doveva ergersi a simbolo della spiegazione per babbani delle teorie della relatività di Einsten beh…non cade nell’insulso o nel patetico, *clapclap* mi sei piaciuta. In questo volume sono presenti quei due o tre aggettivi più fighi, quei due o tre accorgimenti descrittivi che mi piacciono tanto, e un paio di citazioni musicali mirate, che vi dirò, mi hanno fatto quasi dimenticare il riferimento alla musica house e alle discoteche che per un attimo ha aumentato la mia produzione biliare, ma è stato solo un attimo, lo giuro a ditine incrociate. Perchò signori miei, anche io sono in grado di riconoscere l’acqua quando mi si ficca nel cervello un bastone da rabdomante con libretto di istruzioni in italiano allegato con tanto di schema alla “unisci i puntini”, non è un capolavoro, ma è onesto, coinvolgente al punto giusto e con una punta di passione adolescenziale, come piace a me; non stucchevole e con quella punta di battito d’ali che al giorno d’oggi non guasta, aluccie insanguinate e sospiri questa volta hanno fatto centro, vi consiglio questo libro soprattutto in sede estiva, perchè è davvero fresco, come un fiocco di neve sulle palpebre, che nonostante si sciolga presto, vi lascerà quella sensazione di frescura che vi farà tirare un sospiro di sollievo, trust me! E grazie Rowan!

P.s. se devo trovargli un difetto su tutti;

posso dire che l’ho trovato piuttosto completo  e che non mi ha lasciato molta curiosità di leggerne il seguito, come se giunti fin qui io potessi considerarmi come “scesa al capolinea”, vedremo!

In sintesi: 

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