/ Maggio 9, 2015/ Senza categoria

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La trama che accenno qui di seguito non è la vicenda narrata in Stitches quindi non contiene spoiler, credo di poter dire che è come io ho vissuto la trama mentre la leggevo, spero possa comunque essere utile a qualcuno che si sta chiedendo di cosa parli questa storia.

Stitches – Ventinove punti, David Small, Rizzoli Lizard

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La trama secondo me:      C’è un mostro strano nella cameretta di David, a volte ha le mani spasmodiche di sua nonna, a volte lo sguardo sordo di sua madre, a volte sta lì e basta. Quel mostro è un po’ come il Lupo Cattivo, è specializzato nello spaventare per molti motivi diversi, ed è anche astuto abbastanza da camuffarsi di volta in volta. 

Stiches è una storia che parte come un insieme di pezzi di sofferenza disarticolata e che finisce per essere una collana fatta di trofei legati tra loro. David Small ci porta al nodo più stretto di quella collana di eventi e ci lascia lì a scoprire come siano andate le cose, ma giunti alle ultime tre pagine sembra quasi tornare indietro a prenderci e a portarci in salvo, proprio come il suo Bianconiglio che quel giorno invece di vendergli un sacco di bugie gli regalò un po’ di verità.

Se preferite questo è quello che ho scritto su Goodreads
Stitches è la storia di come David sia riuscito a trovare la sua voce , ed è anche la storia di come uno squarcio nel suo passato libererà il suo futuro portandolo ad un urlo che sarà solo suo.”
Qui aggiungo:
Un adulto potrebbe pensare che ventinove punti segnino solo un’ inesorabile discesa senza meta invece questo bambino intelligente è in grado di vedere gli scalini che salgono dritti dritti fino alla porta d’uscita.

Quello che ho scritto su Goodreads e che ho integrato qui somiglia un po’ di più a come vadano effettivamente le cose in quelle pagine. Quindi ora passo a cosa ne ho pensato.


La mia reazione:      Le forme disegnate da Small hanno i contorni tremolanti, come se i suoi acquerelli in bianco e nero fossero fatti di fumo – proprio come le nuvole sbuffate dalla pipa di suo padre – Sembra quasi che se le parole non dette gli impediscano di poter tracciare dei contorni netti, questo aspetto comunque non le rende meno efficaci, anzi.

Esco da questa storia un po’ rattoppata, ma con una marcia in più.
Inciso per i maliziosi e/o fan di Rat-Man: -niente leva del cambio-
Vedere qualcuno mettere a dormire i suoi incubi mi ha lasciato la speranza che ognuno di noi possa fare lo stesso con i propri, piccoli o grandi che siano.


In sintesi:

Volendomi cavare un voto in decimi? 8
In termini GoodReadsiani:

Stitches è una storia autobiografica.

La vostra affezionatissima,

A./L.

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