/ Ottobre 11, 2014/ Senza categoria

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[Foto della fermata bus zona Sant’Agata a Genova dell’11/10/14 gentilmente offerta da uno dei miei amici]

Genova, 11 Ottobre 2014, a quanto pare mi sono spuntate le ali.

Probabilmente sarà il caso di chiarire questa faccenda prima che chiamiate degli specialisti che mi facciano indossare una camicia di forza eh?

Oggi pomeriggio io e il mio ragazzo (spronati e attesi in realtà da un paio di amici) siamo scesi a dare una mano nelle zone più colpite dall’alluvione Genovese, nulla di che, abbiamo spalato fango, spostato secchiate d’acqua, inzaccherato passanti, cose del genere; cose alla nostra portata insomma…per un limitato periodo di tempo visto che obiettivamente non siamo più abituati al “lavoro fisico”, io in particolare, il mio ragazzo è un’altra storia, ma non sarò io a raccontarvela. Non sò se in qualche modo il fatto che fossi lì anche io ha cambiato le cose, non sò se quel fango e quell’acqua sarebbero ancora lì o se qualcuno li avrebbe rimossi al mio posto, ma almeno stasera quando andrò a dormire potrò dire a me stessa -dai, almeno hai fatto qualcosa- c’è chi prega che la pioggia battente attesa per i prossimi giorni sia più mite, c’è chi aspetta di poter uscire da casa per mangiare qualche striscia di focaccia invece del solito tonno in scatola che era in dispensa da sei mesi, c’è chi si può permettere di scrivere qualche riga sul suo blog mentre applica un po’ di olio metaforico alle giunture doloranti, insomma ce n’è per tutti. Soprattutto in vista di un’ allerta 2 prorogata sino alle 24 di Lunedì prossimo (13/10/2014)

Io ho dato davvero un piccolo contributo e qualcuno mi ha detto che sono tra gli angeli del fango (Dalla voce Angeli del fango su Wikipedia: «Con l’espressione angeli del fango, in Italia, sono stati definiti quelle persone, in prevalenza giovani, provenienti da tutto il mondo, che giungono spontaneamente in un luogo colpito da grave alluvione per aiutare le popolazioni e il recupero delle aree.Costituiti interamente da volontari, rappresentarono uno dei primi esempi di mobilitazione spontanea giovanile italiana nel XX secolo.»).

Non sò se questo mi dia il diritto ad indossare buffe alucce di plastica per Halloween nè se questo potrà compensare il fatto che i prossimi giorni non sarò di aiuto, ma perlomeno ho dato ascolto a quella vocetta diabolica che mi sussurra sempre -fa’ qualcosa-, forse non avrò un bel paio di ali bianche e piumate con cui spiccare il volo, ma un paio di ali posso dire di averle viste anche io su di me e sugli altri oggi, sotto-forma quei sorrisi più o meno tirati che si posavano distratti sui volti più improbabili e in questo caso miei affezionatissimi, in questo particolare senso:

oggi ho avuto le ali anche io,

Possa o meno servire a qualcosa quello che stò scrivendo potrete dirmelo solo voi, io mi sono sentita di scrivervelo e così ho fatto.

L.

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